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mercoledì 8 febbraio 2012

imparare nuove tecniche


Una delle cose più divertenti da fare qui dove viviamo, è andare al mercato alla mia baracca preferita di capulane, e comprare vari tagli, che hanno già una dimensione prefissata in quanto sono usate per coprire i vestiti in strada, come gonne in casa, per portare i bambini, per confezionare vestiti.  Io ed Ale le usiamo per mille altre cose ed è curioso per me vedere lui che è maschio, che si litiga con me le mie capulane, perchè le deve usare come mare e terra (come qui in alto), fuochi per la sua cucina di cartone, tovaglietta, spiaggia.....

Per ora questo in alto è il mio angolo creativo, con le stoffe e i libri, mentre sotto ci sono i cesti africani con i lavori in corso, la lana cardata, le lane che mi sono fatta arrivare.  Un libro che mi sta stimolando ultimamente e che sto studiando per usarlo appena avrò raccolto tutto il materiale, è The Pratical Guide to Patchwork, di E. Hartman.  Interessante la casa editrice, perchè se esplorate questo link, potrete anche veder tutti gli altri libri meravigliosi che stampano.... sto seriamente pensando che il mio prossimo lavoro deve essere per una casa editrice che stampa libri che mi piacciono, o per Amazon o un altro grande venditore di libri, non so se l'ho già scritto.......



Questo libro mi piace particolarmente perchè spiega in maniera semplice e pratica, come fare coperte patchwork.  Io sto meditando di usare le mie stoffe africane per fare una bella coperta, anche se mi manca una stoffa in tinta unita per fare un pò di stacco fra le varie sezioni.... insomma, studio per poi avere già la tecnica in testa al momento di operare.  Vi ho messo le foto di alcune pagine per dare un esempio del testo, perchè non tutti i libri che parlano di arti manuali, sono poi effettivamente in grado di insegnare come si fa qualcosa.  Io penso che se non avessi imparato a cucire guardando mia nonna e mia mamma, starei facendo la stessa fatica che faccio con i ferri al momento di tessere a maglia. 
 Un grande abbraccio.

domenica 5 febbraio 2012

ultimo mese d'estate


Dopo le inondazioni, sembra che sia tornata la calma qui da noi.  I tramonti sono molto belli in questi ultimi giorni, con una luce speciale.  E devo ringraziare il lavoro che è diventato davvero noioso, perchè il mio stato vitale sempre in cerca di stimoli e di divertimento mi ha spinto a cercare una risposta: mi sono messa a studiare da autodidatta i sistemi Android, sto pensando di fare un programmino in Phyton e mi sto scatenando in casa a far muovere le mani.

Così i miei ultimi successi sono stati:
- pantaloni per Ale fatti con capulana (in portoghese qui si chiamano così i tessuti africani); il modello è preso da dei pantaloni usurati di Ale, che ho disfatto ed usato come cartamodello; volevo provare di nuovo con i pantaloni sarouel, ma non ho più le misure.....  Questi pantaloni li ho cuciti a mano, cosa non troppo lunga quando si tratta di vestiti da bambino.

- ho fatto la mia prima marionetta: un Re con il volto e le mani fatti con una mia vecchia maglia, imbottito di lana cardata di Gaia, vestito con capulana, capelli e barba sempre in lana cardata fissata con qualche punto, corona fata con carta dorata del cioccolato e fili di lana tinta con betulla, sempre di Gaia.  Ho dovuto fare con quello che avevo qui: sto imparando a rivalutare  tutto quello che mi trovo fra le mani, e devo dire che il risultato mi piace parecchio, tanto che oggi inizio la Regina e poi farò altri personaggi, con volti di tutti i colori.  L'ispirazione viene dal solito libro di F. Jaffke Toymaking with Children.  E scusate la publicità all'Erbolario, che neppure mi piace, anche se devo dire che il loro calendario, che mi ha regalato la mia erborista in Italia, è proprio bello.

- anche se fa molto caldo, la sera, con il venticello, sforno torte per la colazione: questa con la mia solita ricetta che ho riportato qui, e con le fette d'ananas; unica variazione invece dello zucchero, il miele di Amarula, che fa diventare la torta così compatta, mentre lo zucchero la fa uscire bella spugnosa.
Prima di salutarvi, una richiesta e un dono per ricambiare il favore: come vedete nell'immagine in alto dove Ale legge un Topolino, a lui piace molto guardare le immagini perchè le storie ancora non le legge, ed i fumetti sono storie fatte da immagini.  A me non piace molto la qualità dei disegni dei Topolini, anche se glieli faccio leggere perchè vedo che a lui piace e mi ricordo che a me piacevano pure parecchio da piccola.  Però gli propongo anche altri tipi di libri, che abbiamo disegni dettagliati e curati, senza colori squillanti o patinati.  Sono sempre alla ricerca di libri di questo tipo, e per questo vi volevo chiedere il favore di segnalarmeli.  Io intanto vi segnalo questo libro: Le Quattro Stagioni di Boscodirovo ed altre storie di Jill Barklem.  I topolini di Boscodirovo sono industriosi, amano far festa e star insieme, si prendono cura gli uni degli altri all'interno della loro comunità.  I disegni della Barklem sono molto accurati, e mentre leggo ad Ale le storie, lui si esamina bene tutti i disegni.  A me piace perchè mi spinge a cercare di vivere a Boscordirovo anche io. 

 

venerdì 20 gennaio 2012

sono mamma e lavoro

Io lavoro, e la nostra scelta di vita per viaggiare è proprio lavorare all'estero, perchè come turisti questi posti non li potremmo visitare, per lo meno non ora sicuramente.  Quando torno a casa, verso le 15.30, metto via il pc, chiudo con il lavoro e apro la valigia dei miei progetti.  C'è stato un periodo che desideravo molto poter rimanere a casa, l'ho anche fatto un tempo quando ci siamo trasferiti in Perù e all'inizio non trovavo lavoro.   Ma alla nostra economia di famiglia, serve il lavoro di tutti e due per ora. 
Ecco un pò di novità di questo mese:
- ho ripreso a cucire: senza macchina da cucire, semplicemente a mano !! qui sopra un pezzo di un mio vecchio pantalone che ho ritagliato per farne il cuscino interno per un lavoro di cui parlo più sotto;

- ho cucinato piatti nuovi con le verdure dell'orto; in questo caso avevo piantato dei semi di butternut squash, e li ho cucinati con una ricetta tratta da questo libro: How to Eat, di Nigella Lawson (conosciuta grazie alla mia amica Ester); a me lei piace perchè scrive per donne che lavorano  e scrive dal punto di vista non di una chef, ma di una donna a cui piace cucinare per chi ama, ed inoltre lei mi insegna ad usare tutti i prodotti che trovo nei paesi di lingua inglese dove stiamo.  Quella nella foto è praticamente una pasta con crema di zucca, che è piaciuta anche ad un palato non così avventuroso come quello di Victor.  Devo dire che solo guardare le foto, mi mette allegria !!!! e una piccola nota che volevo fare da tempo: non mettere più link a siti commerciali dove ho acquistato questi libri,  non è scortesia ma una scelta precisa:  credo sia più importante la casa editrice e lo scrittore, rispetto ai vari canali di commercializzazione.  Tempo fa l'autrice di un blog che visitavo, mi ha fatto l'onore di dedicarmi un post in cui rispondeva a delle supposte accuse da parte mia circa i links affiliati..... ma il fatto era che una semplice osservazione da parte mia era stata letta con "coda di paglia" da parte sua. Quel blog ora non o seguo più e non ne sento la mancanza.



- mani in spagnolo, amendoim in portoghese, e come si chiama in italiano ?? cmq ce lo regalano, e lo tostiamo in casa, dopo averlo messo a seccare nelle ceste africane di cui sono ben provvista


- estate quaggiù, quindi tempo di sorbetto al mango !!! acqua, zucchero, polpa di frutta ed una gelatiera un pò strana che abbiamo trovato in sud africa...

- raw food: una ricetta trovata qui, dopo aver letto questo post di Ella.  Anche Ale l'ha bevuto, senza sapere perà che c'era dentro banana, cetriolo e prezzemolo !!!  Victor invece si è rifiutato.... ma come faccio per farlo invecchiare in salute ???

- acqua di pina dal Perù: invece di buttare via le bucce, si fanno cuocere e si fa come una tisana d'ananas, per cui non si butta via tanta polpa che ha ancora sapore da dare
- doll's bunting bed: da Toymaking with Children di Freya Jaffke, un letto per i pupazzi, fatto con stoffe africane; all'interno il cuscino fatto con il mio vecchio pantalone, come dicevo all'inizio, ed imbottito con la lana di Gaia.... così quando siamo in viaggio, diventa anche cuscino per dormire in giro !! è così morbida la lana cardata, che penso farò una copertina per l'inverno solo con questa lana

Ed infine qulache foto dal viaggio di lavoro da cui siamo appena tornati, ed in cui ci ha accompagnati Ale.  Siamo stati al Kruger ed in mezzo a terre inondate, abbiamo visto animali selvaggi, incidenti tragici e gente senza casa per via delle inondazioni.  Io credo che l'unica cosa che posso fare, è far bene il mio lavoro sia per la società che in casa mia, perchè dobbiamo tutti dare una mano per far migliorare il mondo.



venerdì 31 luglio 2009

partire, tornare

Ieri Victor è partito alla volta del Gran Nord del Perù per fare un'improvvisata alla sua mamma, si, anche un duro come lui ne ha una; noi siamo rimasti qui perchè intanto ritorna fra un paio di giorni, ed io mi riprendo dallo stato di ubriacatura in cui mi sono sentita immersa da quando è arrivato lui, ritorno alle mie attività quotidiane, senza nostalgia perchè così è la nostra vita, e in più, tra pochi giorni miracolo, ci rivediamo !!! e faccio pure un nuovo banner con una foto di 5 anni fa, noi 2 al mare al Nord; la foto in bassa definizione perde un pò in nitidezza ritagliata e adattata al banner, ma mi sento innamorata come 6 anni fa quando ci siamo messi insieme, come nell'bbraccio della foto, anzi, ormai sono più che innamorata, ormai è qualcosa di più profondo perchè lo amo e se scrivo questo io che sto così attenta al riserbo sulla nostra storia, per proteggerla, è un segno che proprio sono ancora ubriaca di felicità.
Ieri, per i panini del viaggio (12 ore in autobus), che lo accompagnassero con il sapore di casa, gli ho preparato una tortilla de papas come si usa in Spagna, lui come al solito non va matto per le novità ma in questi giorni i miei tentativi di cucina peruviana non sono stati ottimi (ero troppo emozionata !!), quindi ho dovuto tornare all'ovile con piatti che conosco bene; abbiamo stabilito che la prossima settimana gli cucinerò solo all'italiana, cosa che dovrei poter far con più successo anche con i nervi un poco elettrici !!! e poi a me succede sempre così, più voglio colpirlo con le mie doti di padrona di casa e perfetta cuoca, più faccio pasticci, ma d'altra parte è da quando sono adolescente che proclamo che odio tutte le faccende di casa, e insomma, ora cerco di fare davvero del mio meglio, che vuol dire il meno peggio.

Tornando a qualcosa che mi possa fare onore, per una tortilla in puro stile tapa spagnola, pelo 1 kg di patate a pasta bianca, le taglio a bastonciono e le asciugo in un telo prima di buttarle nell'olio d'oliva; l'olio lo metto in una pentola in modo che la metà delle patate rimaga immersa; le patate non devono friggere, devono cuocere e impregnarsi d'olio; a questo punto, con le patate morbide, si estraggono dall'olio, si mettono sulla carta assorbente e si cospargono di sale; l'olio lo metto in una padella grande, e diventa caldo, ci verso sopra le patate che ho previamente mescolato con 5 uova ben sbattute; a questo punto si fa friggere la frittata da una parte e dall'altra, con il coperchio perchè sia più facile girarla. D'accordo, è un pò pesante perchè le patate hanno assorbito molto olio, ma per questo è una frittata molto saporita.

Invece ieri al mercato ho comprato questi tuberi que sotto, da somministrare a tutta la famiglia: è la maca, una radice che cresce sulle Ande, in condizioni molto avverse: bassisime temperature, venti forti, insolazione elevata, e in questo contesto, non poteva che tener la proprietà di dar molta energia; la possono prendere bambini e adulti, e in piccole quantità, sennò genera l'effetto opposto, io lo so bene perchè una volta ho esagerato con Victor e il povero era sempre stanco e neppure ne aveva bisogno, io solo volevo che avesse ancora più energia !!!
In questi giorni tutti insieme, ho cucinato tanto, ma anche abbiamo parlato molto, visto film insieme con il proiettore, siamo andati in giro per Lima e Victor ha pure portato Ale allo stadio; qui sotto eccoli mentre aspettano di fermare un taxi per lo stadio (qui in Perù si fermano per strada).

e invece qui sotto siamo in uno dei tanti parchi in cui siamo entrati, non mi attirano molto i giochi che ci sono di solito, ma se vedo che ad Ale piacciono, e non c'è nulla di meglio, perchè no ? è Victor mi faceva ridere perchè si preoccupava che Ale cadesse o si facesse male, ma io l'ho abituato a far da solo, anche su queste attrezzature che sono alte e lo raccolgo solo alla fine di questo tubo che è troppo ripido; e io sogno il mio futuro giardino con giochi grandi fatti di rami, pezzi di tronco, tavole di legno.


Per salutare, vi lascio con un'immagine di Ale che è riuscito a star fermo per farmi fotografare bene la sua giacchetta da elfo: qua tutti sorridono quando lo vedono con quel cappuccio, e mi fa piacere far sorridere i passanti. E poi se penso che pure i pantaloni di queste foto sono stati fatti da me, penso quant'è bello creare.

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Nei prossimi giorni finirò di rispondere con calma alle mail che ho lasciato indietro, scusate tanto Nadia, Mamit e Cobrizo !!!!!!!!

giovedì 23 luglio 2009

amore al cioccolato

Dopo aver affrontato un altro attacco di Alejandrito al mio pc, dovuto al fatto che stava sfreccciando per casa sul suo carretto di legno, e che ha preso dentro il cavo di alimentazione del mio portatile, staccandolo dalla corrente e provocando il crollo e la distruzione del sistema operativo del mio computer, sono di nuovo qui.
Victor è arrivato 2 gg fa, io ero molto emozionata ed anche Ale; come sempre, avevo preparato un bel dolce per un abbraccio di benvenuto pieno d'amore: una charlotte al cioccolato dal mio solito Dolci fatti in casa, di G. e L. Laurendon, i miei autori francesi preferiti, e forse avrete già capito che per me l'amore è per sempre, mi piace qualcosa, e non la mollo più, infatti di questo libro sto cucinando e ricucinando tutte le ricette.

Se voleste farla per dare una nota dolce alle calde sere estive, lassù in Italia, si può conciliare benissimo al clima perchè non serve accendere il forno; noi qui ora abbiamo pioggia ma io sto in casa con due magliette di cotone, e solo per uscire metto qualcosa di lana, giusto per il vento, e notare che qui in Perù non c'è il riscaldamento nelle case. L'unico accorgimento, è usare uno stampo piuttosto cilindrico, perchè io ne ho usato uno con il fondo tipo piatto fondo, e quando si sforma la charlotte, si appiatsce troppo; in Francia vendono stampi appositi per la charlotte.
Si inizia con la mousse al cioccolato: si fa sobbollire acqua in una casseruola, facendo attenzione che non bolla ma sobbollisca dolcemente, e si fanno fondere a bagnomaria 200 gr di cioccolao fondente insieme a 1 cucchiaio d'acqua; si rompono 6 uova separando albumi e tuorli, si sbattono i tuorli con 70 gr di zucchero a velo, e si versano sul cioccolato che nel frattempo si è fuso, e si è tolto dal fuoco. Invece si aggiunge sale sugli albumi e si montano a neve ferma, e poi si incorporano nel composto di cioccolato, zucchero e tuorli. Se volete, si può profumare la mousse con cognac o rum o scorza d'arancia, fermarsi qui, metterla in coppette individuali e farla raffreddare in frigo per almeno 2 ore; se invece volete una charlotte, si prepara del caffe amaro, si pucciano dentro tanti savoiardi quanto basta per foderare pareti e fondo del vostro stampo, si versa dentro la mousse, e si lascia in frigo per tutta la notte. La ricetta è super veloce, e il risultato è da pasticcere anche per chi non è cuoca provetta come me !!!

Poi, visto che mi piace essere pure costante nelle mie idee, sto sempre seguendo il tema "guardaroba da elfo" per Alejandro, e così ho fatto questa giacca di velluto-pile, reversibile, con bottoni di legno e cappuccio a punta. Il modello ? lo stesso di questa camicia, con il cappuccio disegnato da me. Insomma, uso questo tempo in cui cerco un nuovo lavoro, in maniera creativa perchè so che quando lavoro, non ho voglia di mettermi a cucire, perchè metto troppe energie nel lavoro.

Ah !!! come dimenticavo come prima cosa di parlarvi di Gato, il gatto che è arrivato in casa nostra per insegnare ad Ale a prendersi cura non solo dei pupazzi, ma anche di esseri viventi; per ora siamo noi che gli mostriamo che bisogna preparargli il cibo, la lettiera, accarezzarlo, perchè a volte Ale lo tratta come fosse un pupazzo !! ed è stata una bellissima esperienza, lo spazio messo a disposizione da Mamit sul suo blog, quando le ho chiesto consigli, e le mal ricevute da Paola de' Gatti pieni di consigli dettagliati.

Sempre a proposito di scambi bellissimi, mi è arrivata un'altra cartolina, questa volta da MammaNatura, per cui in questi giorni partiranno due cartoline di risposta, una per lei, e un'altra per Rossana.


E per quanto riguarda la mia voglia di farvi conoscere la ricchezza di risorse del Perù, ecco qui sotto il sacha inchi, un seme da cui si estrae l'olio omonimo; il sacha inchi è originario della selva del Perù, ed è una delle risorse di origine vegetale, più ricche di acidi essenziali Omega, fondamentali nella vita degli esseri umani. Infatti contiene Omega 3 (48%), Omega 6 (36%), Omega 9 (9%), proteíne (33%) e antiossidanti (50%). Il suo consumo permette di dare energia al cervello, pulire il sangue, ed aiutare il trasporto di nutrienti alle cellule.


venerdì 26 giugno 2009

orsetto sling

Ieri ho recuperato, grazie alla gentilezza di un'amica che é tornata indietro a cercarlo, l'orso di Ale che lui aveva fatto cadere nel parco; oggi ho pensato che dovevo inventarmi qualcosa perché lui potesse andare in giro con i suoi peluches, senza doverli abbracciare (poi gli cadono e non mi avvisa); e cosí ho pensato a una fascia porta peluches, uguale a quella che si usa per i bebé veri.

All'inizio ad Ale sembrava che l'orsetto lo stesse abbracciando da solo e per questo lui lo riempiva di baci, e poi chiedendo di vedere le foto che stavo facendo. Veramente all'inizio Ale non voleva infilarla perché ha 2 anni, e non é abituato ad aver nulla addosso, poi l'ha tenuta un pó e dopo ha voluto toglierla; domani gliela lasceró in bella vista finché lui non mi chiederá di indossarla, perché oggi l'ho pressionato abbastanza e non ho fatto bene. E sono stata molto crudele quando insistevo che se la provasse, e visto che lui non voleva come fa sempre con le cose nuove, ho fatto l'offesa e gli ho buttato a terra l'orsetto; come mi ha detto un'amica in questi giorni, proprio chi ci conosce da piú tempo, sa come crearci i problemi piú difficili: io volevo contrariare anche lui in qualche modo, e sapevo bene come; infatti Ale é scoppiato a piangere visto che l'orsetto aveva sbattuto la testa, e io ho capito cosa avevo fatto e domani ho deciso che coccoleró l'orsetto tutto il giorno, perché ho mancato di rispetto a qualcuno che Ale ama molto, anche se non é animato, ma per lui un'anima ce l'ha. E il fatto di raccontare questo piccolo scorcio di noi, in cui io questa volta non faccio una bella figura, mi serve per capire che a volte con Ale le cose non andranno come io vorró, ma dovró rispettare le sue decisioni, quando saranno decisioni che potrá assumere da solo rispetto all'etá che avrá. Se a 2 anni non vuole provare qualcosa, io in fondo posso aspettare o adottare altre strategie per stimolare la sua curiositá, come faccio tante volte, se quello che gli propongo penso che sia interessante che lui lo sperimenti.




Qui sopra c'é un tutorial che ho disegnato io, mi sembra si legga abbastanza e non sono capace di fare quegli effetti che clicchi sull'immagine, e si apre ingrandita; chi fosse interessata alla sling ma per bebé vero, io questa l'ho tratta da questo libro, ma c'é anche questo dedicato interamente alle sling.
PS. Grazie alle spiegazioni di Claudia, ora se cliccate sulle foto, si possono ingrandire !!!

lunedì 8 giugno 2009

l'inverno in anticipo

Bene, ecco che atterro di nuovo qui, come farfallina che si scrolla di dosso un pó dell'umiditá che c'é da queste parti.
Vediamo, a Lima é arrivato l'inverno, non c'é sole tutto il giorno, tranne poche sorprese, la temperatura va dai 15 ai 17 gradi, e qui nessuno usa riscaldamento; peró non importa il clima o i colori, l'importante é l'energia che ognuno di noi ha dentro, perché siamo parte di un universo pieno di energia. E vedere come cambia il clima rispetto ai nostri ricordi di bambini, spero che faccia pensare ad usare nella vita di tutti i giorni, delle abitudini piú rispettose della Terra; io per esempio mi avventuro ogni giorno in combi, i bus del Perú, e uno di questi giorni vi racconteró di piú.
Questi ultimi giorni ho affrontato un pó di difficoltá con il portatile, perché é entrato in crisi dopo troppe gocce d'acqua, e devo ancora finire di regolare un problema, rimasto in sospeso per quando si potrá; ho affrontato e distrutto a suon di Aconytum D6, una bronchite di Ale (sotto il bagnetto con foglie di eucalipto, ottimo per la tosse !!!); ho lavorato poco perché é un periodo cosí, e ne ho approfittato per produrre molti vestiti per l'inverno dell'elfo della casa; mi sono lasciata trasportare dalla voglia di mangiare dolci caldi e soffici che si porta l'inverno come dote in cambio del freddo; ho tremato per quello che succedeva nella selva peruviana dove ci si uccideva fra fratelli invece di cercare di dialogare in pace, che vuol dire capire ognuno i punti di vista degli altri; mi sono lasciata stupire da come dei piccoli sogni si stiano realizzando e cosí aver la caparbietá per ambire a realizzare sogni piú grandi; mi sono stupita di tutta quest'energia che sento dentro, per affrontare e superare i nostri tanti problemi, e so che questa condizione di forza mi durerá dentro se ci crederó.
Lo so che in Europa giá fa caldo come in estate e siamo solo in primavera, ma qui sono entrata nella fase forno, quindi vi scrivo velocemente la ricetta di questa ciambella allo yogurth con le mele, tratta dal mio libro preferito di dolci: Dolci fatti in casa, di Laurence e Gilles Laurendon. E sapete qual'é il bello di questa ricetta ? tutto si fa con un vasetto di yogurth come misurino, ecco qua la ricetta:
1 vasetto di yogurth (io ho usato quello di capra)
2 vasetti di zucchero ( io ho messo solo 10 cucchiaini di miele)
3 vasetti di farina (io ho usato 2 di farina bianca e 1 di farina integrale)
1 vasetto di olio (io ne metto sempre un pó meno)
3 uova
1 bustina di lievito
burro per lo stampo
Procedimento: preriscaldare il forno a 180gradi; mescolare allo yogurth, zucchero e uova, fino ad ottenere una crema, poi aggiungere farina e lievito; infine aggiungere olio e mele tagliate a pezzetti; infornare a 180 per 35 minuti.
Procede, come ho scritto sopra, la fabbricazione di vestiti fatti a mano, perché é un periodo che stiamo vivendo con poche spese, vuoi per necessitá, ma approfittando per imparare a farne uno stile di vita per quando in futuro la situazione sará piú comoda; cosí ecco il sarouel di Astrid, stranoto dopo la pubblicazione di Intemporels pour bebé, libro acquistato e non tanto amato, ma questo modello é riportato con le taglie corrette, quindi va bene.

Poi una nuova saloppette con il mio modello di sempre (Burda)
E infine una camiciola da mettere sotto i maglioni, con i bottoni in legno che ormai useró per molto tempo tanto mi piacciono (il modello é sempre Burda)


E ancora un abbraccio e un grande grande grazie per gli apprezzamenti, a mammagiramondo, che spero di vedere presto da queste parti e che spero di poter accompagnare nella selva.
E infine 2 notizie:
1. per tutti gli ordini che si faranno nella mia boutique virtuale fino al 30 giugno, ci sará uno sconto del 20% su ogni articolo (e del 25% su ogni articolo, se si ordierá piú di un articolo).
Per collegarsi cliccare sull'immagine qui sopra o all'inizio del blog sulla destra

2. partecipo al giveaway di Eniko: