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martedì 7 febbraio 2012

rotta verso la Grecia


Per chi ama il mare con passione come me, segnalo l'iniziativa di un gran amico.  Ci conosciamo da 10 anni e continuamo a discutere sempre, ora più di allora, ma continuamo amici non si sa come.  Lui è lo skipper di NECTON (la barca nella foto) e come ogni estate, organizza crociere in Grecia.   Vi confesso che ho una gran voglia di andarci, ma Ale è troppo piccolo..... vedremo, e comunque se volete maggiori informazioni, ecco la mail: info@@lavelella.com (ho messo 2 chiocciole per evitare lo spam, quindi bisogna toglierne una quando si usa qusta mail)

E come dice sempre il mio amico: la vela sembra un settore caro per pochi privilegiati, ma quando ci entri, scopri che non è così, perchè chiaro, c'è chi va in barca solo per dimostrare un certo status, perchè le barche sono care da comprare e ancor più da mantenere, e perdono valore con il tempo, ma il mondo della barca a vela è anche pieno di gente bellissima, che vive sul mare solo per passione e che si aiuta per permettere a chi ha la stessa passione, di farla sbocciare e prosperare.  Io l'ho provato di persona e mi manca quel contatto con la natura e con il tempo che si prova quando si osserva tla Terra da un'altra prospettiva......Quindi anche se solo avete sognato di andare un giorno in barca, scrivete e chiedete informazioni, anche solo per cambiare idea !!

giovedì 10 novembre 2011

incontri

Eccoci dunque in Italia, per le tanto attese vacanze.  Attese perchè pensavo di poter oziare placidamente.  Poi sono spuntati i documenti da rinnovare per me e Victor in Italia e Perù, il mio MAC del lavoro che si è spento quando eravamo ancora in Africa a 2 settimane dalle vacanze, e questo è bastato per movimentare le vacanze.   Però queste vacanze non sono solo carteggi, sono anche raccolta di materiale da portare in Africa per poter creare durante i momenti che il lavoro lascia liberi e durante i fine settimana, che ci piace tanto trascorrere in casa; e poi incontri, come la visita a casa di Chiara, già conosciuta personalmente l'anno scorso.  Quest'anno io a Ale ci siamo tornati come se ci conoscessimo da tanto tempo, e mentre Ale giocava con i bambini di Chiara, io le ho chiesto di mostrarmi le sue creazioni; alla fine mi sono innamorata di una pochette per i trucchi minerali che ho ordinato (ne aveva parlato qui Mammanatura tempo fa), e di un portamatite per Alejandrito. 

la pochette fatta da Chiara con le stoffe da lei disegnate

il portamatite fatto da Chiara con tela giapponese all'esterno
Altre idee per le mie vacanze ? approfittare per passare tempo a zonzo per Milano con Ale, in un parco, in Triennale e ad un maneggio vicino casa perchè provi a cavalcare un cavallino vero, oltre che a stringerlo..... si, perchè grazie al libro Toymaking with Children (F.Jaffke) e alla lana di Gaia, ho autoprodotto un cavallino di lana tinta a mano con colori vegetalii ed imbottito con la lana che ho lavato e cardato a mano.  I cerchi che si chiudono mi danno serenità.

domenica 11 settembre 2011

una notte in stazione

Come leggo molti altri bambini della sua età, anche Alejandrito è FANATICO dei treni, e quindi  dato che dovevamo andare per lavoro in un quel posto remoto, che si raggiunge dopo 7 ore di fuoristrada vera, con salti e buche, per premiare la sua resistenza, abbiamo per la prima volta portato Ale a dormire nella stazione di Chicualacuala, detta anche Villa Eduardo Modlane, al confine fra Mozambico e Zimbabwe.   La sera, se non c'è abbastanza elettricità, le pompe non funzionano per fare la doccia, ma le signore dell'albergo che sta DENTRO la stazione ferroviaria, vi riempiono tinozze di acqua calda.  Il menu si combina direttamente in cucina.  La mattina alle 7 si è pronti per vedere i famosi treni africani. 

E a stare in questo posto così particolare, pensando al contetso nel quale si trova, a me e Victor è passata la paura presa il giorno prima: stavamo facendo un frontale per colpa di questi pazzi che corrono sulle strade con camion stracarichi e poi perdono il controllo invadendo l'altra corsia..... ma pure lì Ale è rimasto affascinato dalla manovra del papà e dall'idea dell'incidente.... a volte mi dimentico che a quell'età tutto quello che non succede, non succede e quello che avrebbe potuto essere, non esiste perchè non è successo (appunto, è pure logico !!).

domenica 24 luglio 2011

la grandezza del quotidiano


Chi mi legge da un pò lo sa: non mi piace concentrarmi sulle "piccole cose", e sarà spirito romantico, ma credo che nella quotidianità di tutti noi, ci sia un sospiro di grandezza, riflesso della bellezza della Natura che ci circonda.  Ho cominciato da poco One by One, the world is yours to change (Uno a uno, sei tu che devi cambiare il mondo), di D. Ikeda,  una raccolta di scritti sulle vite di tante personalità dell'ultimo secolo, per esaltare la grandezza di esistenze perseveranti nel rispetto per la vita, per i diritti umani, per la creazione di un mondo più giusto,  per propagare la bellezza e la pace.  In mezzo alla violenza che pervade le notizie che arrivano ogni giorno da tutto il mondo, alle ingiustizie che io stessa vedo ogni giorno, ci ispira la lotta di Gandhi per una risposta non violenta alla violenza e al sopruso.  La violenza chiama violenza in una tragica spirale e per rdare un giro di vite, rispondere senza violenza, è necessario coraggio, così come Rosa Parks in quell'autobus in Alabama.  Un testo scritto da un buddista, non solo per buddisti.  Lo consiglio per non farsi vincere dal nichilismo, dall'individualismo, dall'apatia.  Per farsi sostenere da questi spiriti coraggiosi del nostro  recente passato.  Non eroi, non geni, persone comuni che sono diventate grandi grazie al coraggio con cui hanno agito nel proprio quotidiano.

Questo libro e questi pensieri mi hanno accompagnata questo fine settimana, mentre visitavamo la  bellezza della Zona di Inhambane e dala Praia di Tofo.


Ci siamo fermati alla Casa Azul, propietà di una signora italiana di 61 anni che ne dimostrava molti meno, e dalla storia coraggiosa: tre anni fa decide che è venuto il momento di dare una svolta alla propria vita e parte da sola per l'Africa e dopo 1 anno e mezzo, si trasferisce a Tofo dove apre una pensione (qui sotto).   Lei ha ricominiato da capo e da zero.  In un'età dove si pensa ormai a mantenere quello che si è raggiunto.   E' stato bello camminare sulla spiagga la sera, con Ale che giocava con un gatto, le stelle e la brezza non così fredda come qui a casa.  La pace nei nostri cuori.

 
E la mattina, mettere Ale a svegliarsi sulla veranda, andare a camminare sul bagnasciuga e poi chiamarlo appena sveglio, in pigiama,

e vederlo correre così .....

Mi riprometto di riempire i suoi occhi più che potrò, con le meraviglie di questo mondo, che non solo stanno fuori di noi, ma anche dentro di noi, di ognuno di noi, perchè anche lui non smetta mai di credere nell'uomo e pure i suoi giorni siano di ordinaria grandezza sia nell'affetto per chi ama, nella cura per gli altri, nella ricerca per la giustizia e la pace. 

venerdì 8 aprile 2011

un amico in ogni villaggio

Ieri qui è stata festa nazionale, il giorno della donna mozambicana; noi ne abbiamo approfittato per riposarci dopo 3 gg di viaggio su e giù per strade sterrate per conoscere tutte le infrastrutture sul trattamento del bestiame, che si trovano nella regione dove lavoriamo.  Credo che se venissi qui come turista, probabilmente me lo godrei di più questo paese, perchè quando uno lavora in un posto deve affrontare e risolvere continuamente problemi e alla fine, ti godi con meno spensieratezza la gente e i luoghi.  Ma per fortuna poi basta un giorno di riposo, tanto canto, stare insieme e fare cose insieme, e soprattuto continuare a progettare le prossime mete, perchè bisogna prepararsi, studiare, fare ipotesi e poi confutarle, senza mai valutare la possibilità di non riuscirci, perchè non esiste !!!!
Il bello dei giorni di viaggio è stato che Ale ci ha accompagnati perchè ora lavoriamo entrambi e lAlejandrito non può restare a casa da solo !!  così Ale ha fatto tante esperienze nuove come: le sue prime notti in tenda; trovare almeno un amico in ogni villaggio dove ci siamo fermati, non importa se per 5 minuti e per 7 ore e non importa che lingua si parlasse; attraversare su una barca a remi un fiume africano insieme alla macchina dove viaggiavamo (e questo mettersi il cappello di lato.....chissà perchè se lo metteva sempre così e poi faceva il birichino e chissà perchè i bambini che fanno i lazzaroni vengono disegnati con il cappello così di lato),

e anocra: andare in giro i villaggi della regione dove viviamo e poter scorpire un sacco di costruzioni e animali (soprattutto i ragni che stanno dappertutto qui, lo so, è quello che a me colpisce di più,...), ma anche tartarughe e piccoli roditori, oltre che bellissimi uccelli.


Ieri dicevo, io e Ale abbiamo fatto la torta allo yogurth collaudata tante volte, ma  questa volta l'abbiamo fatta con lo yogurth bulgaro e l'olio estratto a freddo dalle noci di cocco (e lo dico orgogliosamente per questo paese: produzione locale), quindi la torta alla fine sapeva di cocco come se avessimo usato farina di cocco.

 
Poi siamo andati al mare, quello vicino casa, giusto per assaporare l'energia, la vitalità delle onde, della brezza, di questo inverno che finalmente sta arrivando, e le corse continue di Ale che come il mare, quando è al mare, non sta mai fermo !!!
 
Ed infine un ringraziamento a tutti i compagni di viaggio che nella Rete mi mantengono la voglia di raccontare e di usare la mia bella lingua natale, perchè la mia testa è fatta per ospitare la torre di babilonia e se non usassi con regolarità almeno la mia lingua natale grazie ad Ale ed al blog, la perderei mentre imparo altre lingue.  Ma non perderei mai la memoria di dov'è casa mia in Italia e di come fare per tornarci.

lunedì 21 marzo 2011

fuori strada

Sono tornata a casa; ho lasciato lo Zimbabwe dove mi trovavo per lavoro (notate l'architettura Vhenda delle case, comune alla zona di confine fra Zimbabwe e Sud Africa), e ci siamo dati appuntamento con Victor e Alejandriro, in un posto dove, quando ci ero stata, mi ero ripromessa che sarei tornata con loro: il Parco Nazionale del Kruger in Sud Africa, una delle aree protette più grandi del continente africano.  L'organizzazione nel Parco è esemplare, e questa volta, grazie a Victor, ho notato un sacco di altri dettagli di cui non mi ero accorta la prima volta, ma alla fine è normale, lui è abituato a lavorare in Amazzonia, mentre io solo da 8 anni non vivo più in città e non sono mai stata per mesi a lavorare in foresta vergine, come ha fatto lui.
Questa volta abbiamo deciso di lasciare le strade asfaltate e di andare per strade sterrate, e la scelta  anche se difficile, ci ha ricompensato perchè abbiamo incontrato un sacco di animali anche se mi sono solo un pò preoccupata quando abbiamo rischiato di restare intrappolati fra due gruppi di elefanti perchè il "capo" del gruppo di fronte a noi, aveva deciso che non potevamo passare finchè loro non erano passati tutti e intanto un altro gruppo ci stava passando da dietro e quindi abbiamo aspettato 20 minuti in silenzio, riconoscendo i diritti di precedenza e sperando di non rimanere isolati in mezzo al gruppo di elefanti.
C'e una zona del Kruger dove non ci sono molti elefanti, quindi ci sono alberi più densi ed enormi ragnatele tese fra un albero e l'altro; noi siamo andati avanti con i finestrini chiusi, perchè le tele sono anche ai lati della strada ed i ragni proprio non mi piacciono, anche se Victor dice che questi non sono velenosi, mentre uno che abbiamo visto su di una pietra e che sembrava uno scheletro preistorico, quello si era un ragno velenoso ed anche senza foto, credo che non me lo scorderò più tanta impressione mi ha fatto. 
La sera abbiamo incontrato un Ocelot vicino al posto dove abbiamo preparato da mangiare, ed Alejandro mi ha fatto pensare quando un'ora prima mi aveva tirato via dal posto dove poi è apparso l'ocelot, dicendomi che dovevo andare sennò arrivava il gatto e lui ha un rispetto molto particolare per i gatti... ma lui poi ha detto che non aveva visto l'ocelot quando mi aveva portato via.... non so, sarà un sesto senso dei bambini, però l'episodio mi ha incuriosito.
Ale ormai ha quasi 4 anni e si ricorda tutto quello che gli capita nei dettagli, per cui si ricorderà tutti questi animali, la prossima volta che li studierà a scuola; ora non va a scuola, sta con noi e viaggia con noi, e questa è l'unica stabilità che gli stiamo dando: la nostra famiglia, perchè vorrei che gli rimanesse impresso che non importa dove sei o cosa ti sta succedendo, l'importante è restar unito con le persone che ami e che ti amano.  Anni fa, da ragazzina, ho letto l'esperienza di un bambino i cui genitori hippy erano in giro per il mondo e lui aveva fatto un diario-libro dell'esperienza insieme con i genitori e mi era piaciuta l'idea di poter essere bambina e girare il mondo; ora che sono cresciuta, credo sia importante anche la stabilità, il senso di radici, gli amici dell'infanzia, ed infatti sto riflettendo molto su come conciliare il fascino della conoscenza e dell'apprendimento continuo, con la necessità di stabilità e consuetudine. 
Ma anche se immersi in questi bellissimi posti dell'africa meridionale, nel lavoro che assorbe le giornate e spesso anche i fine settimana, e in una serenità familiare rigeneratrice, non posso non pensare con apprensione a tutte le persone che stanno soffrendo in giro per il mondo, soprattutto in questi giorni.  Vi saluto e abbraccio con una frase che mi ha messo una grande grinta: in questo giorni, Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai, associazione culturale buddista nata proprio in Giappone, riferendosi alle tragedie che hanno colpito il suo paese, citando Nichiren Daishonin, ha detto:

"even if we should meet with disasters and calamities, they cannot destroy our hearts."  
(anche se ci imbattiamo in disastri e calamità, state certi che esse non potranno distruggere i nostri cuori)  

venerdì 26 novembre 2010

di nuovo in viaggio

Vi scrivo questo post con il wifi sul bus che ci sta portando a Lima, dopo 2 mesi di silenzio dovuti ad una vita intensa e alla mancanza di connessione internet a casa, e potrete facilmente immaginare che la combinazione di questi due fatori rende davvero difficile la comunicazione. 

Volevo caricare delle foto di Ale con il vestito da pirata che gli ho fatto, prima che lo colpisse l'influenza che lo ha steso per 10 gg, dopo aver steso me per 5 prima di lui, ma la connessione non è così  buona, così mi accontento di aggiornare il blog che ho trascurato per ben 2 mesi !!!!  Vorrei raccontare le cose che abbiamo fatto insieme, tutta la gioia che abbiamo vissuto in questi 2 mesi, ma sono troppe cose per condensarle ora in un solo post.

Credo invece sia più corto parlare del nostro immediato futuro, perchè dopo aver venduto tutto quanto non potevamo impacchettare  ed aver fato i bagagli, ora stiamo andando a Lima e da lì voleremo in Italia, dopo 2 anni di assenza.  Sono felice di rivedere i miei genitori ed i miei amici, che solo le uniche cose che mi mancano quando sono in Perù e spero di poter anche incontrare alcune mamme conosciute attraverso il blog.

E dopo..... torniamo in Africa ma vi lascio la curiosità di sapere dove: lo scoprirete a gennaio.  Ale è entusiasta perchè dice che andrà a conoscere il Re Leone, ma è anche contento di andare a Lima e in Italia, per ragioni diverse dalle nostre ma altrettanto convincenti.

Ora a nanna, pensando solo che le scale si salgono piolo dopo piolo e un bacio a chi passerà di qua perchè non si è dimenticato di noi

giovedì 30 settembre 2010

esplosione di gioia

Avete presente quando si beve un bicchiere di buon rosso, si mangia una fondue con gli amici, si accompagna una pizza con una buona birra ? come ci si sente dopo ? Io è da una settimana che mi sento così tutti i giorni perchè oggi torno a casa !!!!!!! Starò in giro quasi due giorni per gli areoporti di mezzo mondo, ma torno !!!!!  E se tutto si svolgerà secondo le prospettive che si sono create, tornerò in Africa a lavorare anche con Victor e Alejandrito, ma dato che sono scaramantica, v ne parlerò quando satremo facendo i bagagli !!!! tanto dovrebbe essere molto presto.

Sono emozionata, con la valigia piena solo di regali e pensieri, di troppi libri e di tante idee nuove.   

Sono felice e spero che il viaggio vada bene perchè non mi piace stare tanto in alto da terra !!

ci sentiamo al mio ritorno


sabato 28 agosto 2010

Kruger NAtional PArk


le zebre agli abbeveratoi disposti lungo la strada perchè gli animali possano radunarsi lungo i percorsi visitati dai turisti

Il mese scorso siamo andati in Mozambico dal Sud Africa e per passare la frontiera, abbiamo usato un gate che sta in mezzo ad un'area protetta: il Parco Nazionale del Kruger, fondato nel 1926 e grande 20.000 km2, praticamente la 15cesima parte dell'Italia, che non è poco per un'area protetta. Per me è stato un colpo vedere dal vero gli animali che ho sempre visto in documentari o cartoni animati e quando mi hanno detto che le zebre sono tutte diverse, io ho chiesto perchè in Madagascar invece dicono il contrario (lo so, Alejandrito neppure l'avrebbe chiesto, ma sono un pò pagliaccia hehehehe).
Cmq a parte il pensiero continuo che devo tornare con Alejandrito, mi ha colpito la gestione commerciale perfetta di quest'area, meta soprattutto del turismo sudafricano che nel Kruger si sente più sicuro che nelle città, e questo fa capire molte cose considerando che nel Kruger non si può scendere dalle jeep perchè hai i leoni accanto alle ruote.... beh, noi abbiamo avuto bufali ed elefanti che cmq non scherzano, quindi si è al riparo solo nelle aree di accampamento anche se cmq con un certo controllo perchè le recinzioni possono essere saltate.
Quando la notte abbiamo dormito in un bush camp e i rumori della savana, i ruggiti dei leoni erano lì intorno, mi sono sentita molto strana. E ancora di più a sentire che qui i fiumi sono popolati di coccodrilli, perchè io in Perù, nella selva, passavo le domeniche pomeriggio, a bagno nel fiume a chiaccherare, e diciamo che i turisti non lo facevano solo perchè l'acqua è marrone, mica perchè ti può sorprendere un coccodrillo e mangiarti, cosa che invece qui è d'obbligo.
siamo sul Tropico del Capricorno !!


Per fare il Kruger, nei 20.000 Km2, sono state spostate molte popolazioni (questo concetto di spostare la gente in ressettlement areas e le fences, le barriere, saranno le parole chiave di questo mio soggiorno in SudAfrica). Nell'area più a Nord del Kruger, vivevano i Makuleke, un popolo che è stato spostato più a sud quando è nato il Kruger, ma che è stato l'unico ad aver riconosciuto una concessione riconosciuta dallo Stato, per l'uso di queste aree in cui sono stati installati dei lodges gestiti direttamente da loro.
Lo so che mi capirete vista la mia storia: la savana è bellissima, ma in Perù, sulla sierra, alzi un dito e tocchi il cielo e nella selva il brulicare di vita, infinito, ti assorbe e non ti lascerebbe più andar via...... il Perù è una mappa che ho nel cuore, questa è solo una mappa di lavoro, un posto di passaggio.
E dato che un giorno farò una ricerca con Alejandrito sulle forme di governo di vari paesi a confronto, così come faceva anche Aristotele, vi segnalo un'iniziativa interessante fatta dal "Il Mulino", conosciuta attraverso la mia amica Chiara: una serie di libri sulle forme di governo di diversi paesi, nella collana "Si governano così", in cui potrete trovare, fra gli altri, Cina, Regno Unito, Iran, India e naturalmente il Sudafrica.