Quando ero a S. Lorenzo de Quinti, sulla Sierra el Perù, le artigiane mi raccontavano che lavavano la lana di alpaca con detergente nei fiumi, ma Gaia mi ha consigliato di lavare la lana solo con acqua, meglio se in una fonte, oppure in un catino cambiando spesso l'acqua; io ci ho messo 2 gg, soffermandomi per togliere quello che era rimasto impigliato nel vello delle pecore. Mi ha colpito come questo processo lasci le mani lise, e questo credo sia per la lanolina che le contengono le fibre.
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| Come era all'inizio la lana |
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| In lavaggio |
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| Asciugatura al sole del mattino |
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| Lana pulita e pronta per la cardatura |
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| Lana cardata (in basso) |
Per la cardatura, ho seguito i consigli del libro Earthways (C. Petrash), il quale consiglia, se si ha a disposizione un budget ridotto e si vuole coinvolgere i bambini, di usare le spazzole per le mascotte di casa. Finora Ale non è stato molto entusiasta del processo, ma mi segue.
Invece ecco qui sotto uno dei primi manufatti ottenuti dalle lane grezze filate che ho comprato da Gaia, quelle tinte con ortica: delle gallinelle (manca attaccare le crestine), imbottite con la lana cardata fotografata qui in alto. Il modello viene dal libro Toymaking with Children (T. Jaffke). Ora sto facendo un cavallino con le altre lane tinte con betulla, sempre imbottito con la lana che ho cardato.
La prossima sfida sarà tingere la lana cardata, infeltrirla e filarla. Ma pure il fuso sarà autoprodotto.
Riscoprire questi processi mi dà un grande senso di ricchezza ed indipendenza perchè scopro come si FANNO le cose.







