... e ci si mette insieme, ti si apre un mondo, ma quel mondo in qualche modo te lo fanno pagare caro. Ci sono notizie che non si leggono sui giornali, ma si conoscono solo se si visitano realtà come gli ospedali, le questure, i posti di polizia, le prefetture, le ambasciate. Tante storie ho conosciuto, ma io ora racconterò solo alcune cose che sono capitate a noi e che mi hanno particolarmente indignata:
- quando Alejandro nasce, in Italia, chi lo registra al comune, usa solo il primo cognome del papà (in America LAtina, si usano due cognomi, il primo del papà, il secondo della mamma), poi dopo 1 anno, un altro funzionario si accorge che la legge italiana vuole che il bambino abbia esattamente lo stesso cognome del papà (2 cognomi, non solo uno), quindi correggono l'atto di nascita, ma Ale era già registrato dappertutto, incluso sul mio passaporto, con l'altro cognome, quindi bisogna cambiare tutti i documenti; senza contare che in Perù invece viene registrato con il cognome del papà ed il mio, quindi il suo passaporto italiano e quello peruviano ora hanno cognomi differenti.... e se neppure chi deve applicare le leggi le conosce e genera problemi gratuiti....
- quest'anno, prima di venir qui, devo far cambiare la tessera sanitaria di Alejandro perchè non ho ancora fatto il cambio secondo il nuovo cognome (vedi sopra); il funzionario vede nome e cognomi stranieri, e non gli importa l'atto di nascita di un bambino nato in Italia da madre italiana, vuole il PASSAPORTO per dimostrare che il bambino è italiano e che può rifare la tessera sanitaria (che sembra per gli italiani sia diversa che per gli stranieri, infatti a Victor quella eletronica non è mai arrivata, a noi si.....); ma a voi chiedono il passaporto di vostro figlio per dimostrare che è italiano, quando dovete fare dei documenti ?
- quando ci trasferiamo a Roma a lavorare e dobbamao passare l'assistenza sanitaria sulla Regione Lazio, mi metto in fila alla ASL e passo liscia i documenti per me e Ale, ma per Victor, come sempre, un problema che mi fa litigare con l'intero ufficio: vogliono un atto firmato dalla Polizia che autorizza Victor a spostarsi da Milano a Roma..... ma ditemi voi se è ragionevole che un cittadino straniero incensurato che viene in Italia per stare con la sua famiglia, debba informare la polizia se va a stare un anno da qualsiasi parte del territorio nazionale ?
- aeroporto di Amsterdam, controllo passaporti: io ed Ale andiamo lisci con i nostri passaporti di cittadini della UE, ma al momento del controllo del passaporto di Victor, come sempre, le indagini, anche se lui ha regolare visto per ricongiungimento familiare (quelli che danno per matrimonio con cittadino italiano); improvvisamente la funzionaria UE chiede a Alejandrito se Victor è suo padre..... ma che domanda è ? che controlli sono ? vuole dire che io faccio traffico di visti ? ma perchè mettere in mezzo un bambino ? se Victor ha un visto autentico, originale, in regola, e tutto quanto si possa immaginare, si suppone che abbiamo già passato tutte le investigazioni precedenti, perchè dover ancora insistere ?
- scena di quattro anni fa: sono al nono mese di gravidanza, andiamo in Italia per far nascere lì Ale e semplificarci la vita con i documenti, e in questura (Milano), prima il funzionario alla porta cerca di depistarci (lo ripeto, apposta danno informazioni sbagliate) e poi, una volta dentro, aspettiamo 9 ore per finire il carteggio di Victor, 9 ore per una donna con 9 mesi di gravidanza, senza poter andare in bagno perchè non c'è !!! intanto aiutiamo chi è lì, arabi, latini, nessuno capisce i documenti da compilare che sono solo in italiano...... ed ascoltiamo storie tristi, lamentele, litigi con i funzionari della prefettura, perchè la strategia è quella di creare problemi, di ostacolare.
- scena del dicembre scorso (2010): andiamo in Prefettura a chiedere a che punto sta la pratica per la cittadinanza italiana di Victor, inoltrata l'ottobre 2008, quindi più di 2 anni prima.... ci dicono solo che è stata APERTA in febbraio 2010, cioè 1 anno e mezzo dopo che è stata inoltrata !!!! ora non sappiamo quando Victor avrà la cittadinanza, solo so che il suo Visto scade il maggio dell'anno prossimo (2012) e dovremo fare i salti mortali per rinnovarlo (visto che lavoriamo in Africa), sennò lui non può più entrare in Europa, neppure in transito....
Si, quando si è nati in due paesi differenti, e quando non puoi uscire dal tuo continente ed andare a Nord senza un visto, è difficile, ma anche per questo stiamo in Perù o in paesi dove tutti e tre non abbiamo problemi a vivere, muoverci, lavorare e per me immigrare in Perù è molto più semplice che per Victor in Italia.
Eppure sono convinta che sarà il futuro stesso ad aiutarci, perchè la società, anche in Italia, sta diventando sempre più ricca di etnie, di unioni di culture diverse, come la nostra. Spero che le mie battaglie per rispondere all'indignazione, siano un contributo a generare questo cambio. Noi già ne siamo parte, come famiglia metà peruviana, metà italiana, che ora vive e lavora nell'Africa Meridionale.